Finalmente! E’ ancora route!

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a cura del Clan/Fuoco “La Fenice”

In quest’anno associativo 2017/2018, nella route invernale abbiamo attraversato, come ci siamo ripromessi di fare, piccoli gioielli del nostro territorio: Motta Montecorvino,  Pietra Montecorvino, Castelnuovo della Daunia e Casalvecchio di Puglia.

Siamo partiti venerdì 05 gennaio alle ore 07,00, e sul pullman di linea, oltre ad una sonnolenza diffusa, si respirava quell’atmosfera elettrica tipica delle partenze.

Si forma un vuoto nella pancia come quando prendi una rincorsa sull’altalena, e  non riesci a smettere di sorridere, perché in cuor tuo non sai cosa dovrai affrontare.

Arrivati a Motta Montecorvino, abbiamo percorso tutti insieme almeno un chilometro e, una volta fuori dal paese, ha avuto luogo la prima avventura della route; siamo partiti in hike, portandoci dietro solo una mela un po’ di pane e la certezza che ci saremmo rivisti alle 15,00 a  Pietra Montecorvino come ogni hike che si rispetti.

Ci siamo persi quasi immediatamente.

Ma è in questo frangente che ci siamo fermati di fronte ad un tratturo, abbiamo accarezzato il muso ispido di un cavallo, abbiamo goduto a volte della carezza, altre della sferzata del vento dietro la nuca, siamo inciampati nella terra umida e abbiamo osservato pianure verdeggianti, morbide colline e immense distese di cielo terso.

Eppure non eravamo sulle Highlands,  bensì sul Tavoliere della Puglia, che grida a gran voce la propria bellezza, nonostante gli auditori scarseggino.

Ma la magia si è sprigionata, come sempre, quando ci siamo riuniti ed è improvvisamente scomparsa la fatica e la frustrazione .

A Pietra Montecorvino abbiamo riposato nel castello comunale, convertito in un istituto per religiosi, grazie a don Leonardo Catalano e al comune di Pietra abbiamo goduto di questa storica struttura, e la mattina del 6 eravamo già diretti a Castelnuovo della Daunia, la nostra seconda tappa.

Quanto radicalmente siamo influenzati dalle voci circostanti?

Riusciamo ancora a riconoscere ciò che è buono e ciò che non lo è?

Ne abbiamo discusso lungo il percorso, è il modo migliore per confrontarsi liberamente con gli altri.

Don Francesco Codianni, parroco di Castelnuovo, ci ha ospitato con una trasparenza e umiltà che non sperimentavamo da tempo , e con lui abbiamo avuto anche una piccola conversazione , che ha reso ancora più bello il ricordo del soggiorno.

Il penultimo pezzo della route si è concluso la mattina di domenica, una volta giunti a Casalvecchio di Puglia, la meta finale, in cui ci saremmo riuniti con le altre branche del nostro gruppo.

Qui abbiamo fronteggiato l’ultima sfida a cui eravamo chiamati a compiere: riuscire ad impostare la verifica dei tre giorni passati gomito a gomito secondo una correzione fraterna.

La lezione più grande l’abbiamo appresa dopo, riflettendo sulle affermazioni degli altri.

Siamo tutti ancora troppo giovani per poter essere perfetti e non c’è età che non sia soggetta a questo limite, ma la ricchezza , in questo caso, sta nell’avere attorno  a sé compagni pronti a camminare con te sul sentiero della vita.

La ruote invernale è finita con un bel piatto di pasta asciutta nello stomaco, ma non preoccupatevi, stiamo già pensando alla prossima avventura.

 


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