Un viaggio nell’Eucaristia sulle strade del Padre Maestro

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La Celebrazione Eucaristica negli occhi di alcuni R/S del Lucera 1

Era il tramonto del 10 dicembre 2016, quando la branca R/S del gruppo scout AGESCI Lucera 1, si apprestava a vivere un’esperienza che a posteriori definiremmo “illuminante”.
Alla chiamata dei capi nessuno ha risposto di no, soprattutto noi novizi che, entrati da poco in questa splendida comunità, non perdiamo occasione di vivere esperienze nello stile del Clan. Il tutto fu organizzato nel dettaglio a partire dal luogo d’incontro: la piazzetta di San Francesco dove, circa un anno prima, anche il co-patrono di Lucera, San Francesco Antonio Fasani, aveva indossato i colori della nostra famiglia. Totalmente casuale (come ci volevan far credere i capi, ndr) invece fu l’incontro con padre Emanuele Popolizio dei frati minori conventuali della Basilica Minore di San Francesco, un piccolo grande fraticello della nostra città che diede finalmente inizio al nostro percorso di approfondimento sulla celebrazione eucaristica, un percorso che, a nostra insaputa, sarebbe durato tutto il tempo dell’uscita, circa 12 ore.
Discutemmo a lungo con lui di quello che prevede la messa, riuscendo a capire a fondo il significato del momento della riconciliazione personale con Dio: la confessione. Il discorso, seppur lungo, non fu per niente pesante, anzi, la sua importanza fu sottolineata anche dal luogo in cui ci trovavamo, ossia la cella del Padre Maestro. Il modo di parlare concisamente e di porsi senza usare mezzi termini di fra Emanuele, gli permette ogni volta di arrivare dritto all’anima di ognuno di noi. E così successe anche quella sera, quando padre Emanuele e il padre Maestro sembravano parlare all’unisono.

Dopo questo momento, la nostra “Messa Itinerante” si spostò alla Chiesa di San Ciro dove, dopo un breve incontro con il parroco e Direttore della Caritas Diocesana, don Erminio Di Bello,con grande piacere, trovammo don Vito Cecere, sacerdote della Comunità di Emmaus. Lui ci ha spiegato invece la liturgia della parola e il significato simbolico dell’Eucaristia. Dopo l’interessante dibattito e una cena veloce, ci ritirammo stanchissimi ognuno nelle proprie stanze, ignari della sveglia quasi illegale che ci avrebbe traumatizzati esattamente dopo poco più di 5 ore.

Il giorno successivo, appena svegli, partimmo alla volta della casa natale di San Francesco Antonio Fasani dove ci aspettava impaziente il nostro instancabile assistente ecclesiastico padre Alessandro Di Palma, che con il suo carisma ci ha guidati attraverso la celebrazione eucaristica. Una celebrazione diversa dal solito in cui ci sono stati scambi di opinione su pensieri e su argomenti che ci toccano da vicino.

Al termine di tutto i capi, con immensa gioia (probabilmente per l’imminente partenza dei loro amati rover e scolte) hanno ufficializzato l’inizio del periodo del servizio, concludendo così la nostra bella esperienza.

Per il noviziato: Anna Dotoli, Antonio Vecchiarino – Per il clan: Salvatore Di Stefano

 


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